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Senza cibo si muore. Ma si muore anche per il troppo cibo, soprattutto quando insano e di pessima qualità. L’ obesità è “una condizione cronica caratterizzata da un eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo, in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute”. (Organizzazione Mondiale della Sanità). E’ un’emergenza sanitaria: il 10-15% della mortalità può essere fatto risalire direttamente o indirettamente all’eccesso di peso. L’obesità infantile aumenta del 2,5% ogni 5 anni, e il costo sociale – derivante dalla cura delle malattie e dalle essenza dal lavoro -ammonta a quasi il 7% della spesa pubblica. E’ un problema sociale di primaria importanza.


Ma non possiamo dimenticare che il rapporto con il cibo è spesso condizionato da bisogni, desideri e talvolta vera e propria dipendenza: La nostra mente può condurci in luoghi che non desideriamo realmente, come una nemica, che travolge ogni nostra buona intenzione lasciandoci deboli e amareggiati spettatori della nostra presunta incapacità di gestire le cose. Spesso capita a chi inizia una dieta, che ad un certo punto, senza sapere il perché, seguirla diventi un impegno troppo gravoso, che si aggiunge ai frenetici ritmi della vita moderna: la difficoltà a rispettare un regime alimentare restrittivo e scriteriato, innesca un circolo vizioso: provo a mangiare meno, la perdita di peso è scarsa o nulla, mi demoralizzo subito e così finisco col riprendere anche il poco peso perso (il famoso effetto fisarmonica).


Il sovrappeso, soprattutto quando tende a spostarsi verso l’obesità, deve essere considerato con grande attenzione, perché provoca problemi non solo di ordine estetico, ma soprattutto è coinvolto nella manifestazione di patologie legate all’alterazione del metabolismo (ipertensione, diabete di II tipo, dislipidemia), in particolare dopo i 40 anni. Una riduzione del 10% del peso corporeo, abbassa notevolmente tutti i fattori di rischio.


Si deve nel contempo stare molto attenti alla “sfrenata incentivazione commerciale, che ha determinato lo sviluppo di una complessa e variegata tipologia di programmi per il controllo dell’ obesità, dove la frode e la ciarlataneria non hanno limiti. In questo caos è necessaria l’ istituzione di sistemi di accreditamento e di controllo”. (Arthur FranK. American Journal of Clinical Nutrition). E' indispensabile una idonea e sana educazione alimentare, impartita da nutrizionisti esperti, che aiutino nella prevenzione delle malattie proprie della società moderna.

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